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La gestione del colore negli applicativi grafici


È noto che stabilendo e impostando una corretta gestione del colore tramite i profili ICC, si possono ottenere in tutto il flusso di lavoro (monitor, stampanti, prove colore, forme di stampa e stampa), una migliore e costante qualità. Oltre a ciò si eviteranno perdite di tempo e costi per stampe e ristampe di bozze e prove colore dovute alle incertezze dei confronti tra chi ha creato il lavoro grafico e chi lo valuta. L'impostazione dei profili colore non è presente solo nel fotoritocco ma anche nei software di illustrazione vettoriale, permettendo di visualizzare a monitor i colori nella condizione di stampa/carta che è stata scelta. In base al profilo selezionato tra quelli disponibili nei software, oppure utilizzando quello fornito dallo stampatore o dall'editore, si potranno osservare e giudicare i risultati, iniziando dal monitor, evitando così brutte sorprese in fase di stampa, che comportano degli inevitabili interventi a illustrazione realizzata o, ancor peggio, dei rifacimenti.

Impostazioni CMS di Illustrator:

Un file vettoriale, se pur si può utilizzare singolarmente per creare delle illustrazioni e mandarle direttamente in stampa, nella maggioranza dei casi lo si impagina utilizzando un software specifico, per esempio InDesign o Xpress, oppure lo si integra in progetti Web. Quindi, prima di iniziare l'illustrazione, si deve scegliere quale metodo colore utilizzare: CMYK oppure RGB (figura 1). La scelta è obbligatoria perché i colori RGB sono cromaticamente differenti da quelli in CMYK. Un modo, questo, che fa capire che sin dall'inizio del lavoro si deve sapere cosa si vuole realizzare. Quindi scelgo il metodo più opportuno per realizzare un lavoro da stampare su carta, o per un sito web, o per l’integrazione in un’immagine RGB tramite Photoshop per il quale dovrò poi cambiare il metodo in CMYK tramite un profilo specifico. Dopo questa prima scelta, in Illustrator imposto la gestione del colore più opportuna, che si attiva tramite il menu modifica, la quale ci permette di visualizzare una paletta (figura 2) denominata "Impostazione colore". La finestra è nota perché identica a quella presente in Photoshop. In questa finestra sono già predisposti alcuni "set", come si vede nella figura 3, che ci permettono di scegliere sin da subito quale strada prendere e non fare tutto a caso. La capacità tecnica e, poi, quella creativa, fa la distinzione del risultato. L'illustratore e il grafico possono avvalersi di esperti dell'argomento, che possono aiutare nel comprendere le differenze, ma oggi ci si deve impadronire di queste conoscenze tecniche. La scelta, o la personalizzazione dell'impostazione colore idonea alla tipologia di elaborato grafico da realizzare, migliora nettamente il risultato in stampa a parità di colori scelti e utilizzati. Ecco il motivo per cui è consigliato (direi obbligatorio) realizzare alcuni specifici "set", che sono anche migliorabili con la modifica delle impostazioni, il tutto allo scopo di non perdere le regolazioni tanto agognate e poterli selezionare successivamente per l’esecuzione di illustrazioni per una serie di lavori, su differenti carte, ecc.

Il confronto è meglio di tante parole

Gli esempi che sono stati realizzati a corredo dell'articolo ci permettono di osservare in concreto il risultato in stampa. Un modo, questo, che permette a tutti, esperti e non, di esprimere un parere sui risultati ottenuti utilizzando differenti profili colore in stampa. Alla stessa illustrazione di "base" sono stati assegnati tre profili colore ICC differenti, in modo da ottenere dei risultati cromatici che devono essere ovviamente differenti, sia a monitor sia in stampa. Per evitare sorprese, anche per me che non so in questo momento se saranno onorati oppure no i profili scelti in prestampa, descrivo il metodo che ho scelto a garanzia dei risultati delle immagini stampate sulla rivista. Assegno alla stessa immagine di base, tre differenti profili tramite la voce del menù “imposta prova” (soft proof), come si vede nelle figura 4 e 5. “Catturo l'immagine del monitor" dei tre distinti file a cui ho assegnato i differenti profili e, con Photoshop, effettuo una conversione da RGB in CMYK adoperando uno stesso profilo e senza nessuna correzione cromatica. Le immagini riportano tre risultati differenti ottenuti tramite i seguenti profili assegnati: figura 6, Europe ISO Coated FOGRA 27; figura 7, Euroscale Uncoated v2; figura 8, un profilo realizzato in modo specifico dall'autore che mantiene una migliore saturazione dei colori. A voi l'ardua sentenza dei risultati ottenuti. Viste le differenze, sarete d’accordo che è opportuno iniziare a utilizzare i profili e "pretenderne" l'applicazione e il "rispetto" in prestampa, almeno quando chi stampa dice di possedere la tecnologia specifica in grado di conoscere e interpretare i profili in modo corretto. Se volete provare anche voi a realizzare questi esercizi, fatelo! Utilizzate l'illustrazione del "gatto mammone" presente negli esempi di Illustrator e i profili base, anche loro disponibili nella versione del software CS2.

Vantaggi della gestione del colore

Senza un sistema di gestione del colore, le specifiche cromatiche sono dipendenti dalla periferica in uso. Si potrebbe non avere bisogno della gestione del colore solo se il processo di produzione è mirato esclusivamente a un unico tipo di supporto di stampa, cosa quasi impossibile nella maggioranza delle aziende grafiche. Il valore della gestione del colore aumenta se nel processo di produzione sono presenti più variabili nei prodotti da stampare. Di seguito sono elencati i principali vantaggi offerti da un sistema di gestione del colore: - Ottenere colori più fedeli e uniformi su più periferiche di output. - Effettuare una prova colore a video per simulare la resa su una periferica di output con un tipo di carta, ecc. Le prove a video "Soft Proof" sono soggette alle limitazioni della qualità del monitor, alla sua calibrazione ed alle condizioni di luce utilizzata per l'osservazione. - Uniformare la visualizzazione delle immagini e illustrazioni provenienti da "fonti" diverse e che usano differenti gestioni del colore in un unico profilo, quello scelto per la stampa. - Stampare i documenti a colori su differenti periferiche di output e su supporti diversi senza dover aprire i singoli file e "regolare manualmente" i colori ipotizzando il risultato che si rincorre.

Sistema di gestione del colore

I problemi di corrispondenza colore sono causati dai diversi spazi cromatici usati dalle periferiche e dai software. Una soluzione consiste nell'utilizzare un sistema che interpreti e converta accuratamente i colori tra le diverse periferiche. Il CMS, Color Management System, confronta lo spazio cromatico utilizzato per creare il colore con lo spazio cromatico dell'output dello stesso colore; dopo di che effettua i cambiamenti necessarie per rappresentarlo in modo più coerente possibile sulle periferiche. Un sistema di gestione del colore, quindi, consente di "convertire" i colori grazie ai profili, che sono una descrizione matematica dello spazio cromatico di una periferica. I profili si basano su specifiche stabilite dall'International Color Consortium (ICC). Dal momento che non esiste un unico metodo di conversione dei colori adatto a tutti i tipi di "prodotti grafici", un sistema di gestione del colore fornisce anche una serie di intenti di rendering da applicare alla differente "grafica" realizzata (immagini, illustrazioni, ecc.). Può capitare che, per ovvi compromessi, un metodo di conversione dei colori sia in grado di rispettare i rapporti cromatici di una immagine fotografica ma alteri leggermente i colori di un logo contenente tinte piatte. La scelta delle priorità dei risultati che si vogliono ottenere dipende anche dall'intento di rendering impostato.


Attenzione a non confondere la gestione del colore con la correzione del colore. Un sistema di gestione del colore non può correggere un'immagine precedentemente salvata che presenta, per esempio, problemi di bilanciamento delle tonalità dei colori. Tuttavia, può metterci in condizione di valutare la qualità delle immagini prima di generare un output. Mentre è tramite la correzione del colore che possiamo modificare il bilanciamento dei colori, la saturazione, ecc.

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