Sull’impatto ambientale delle spedizioni postali (rispetto per esempio alla fatturazione online pubblicizzata in questi giorni) i calcoli sono più complessi.
Un foglio A4 + busta pesano circa 10 grammi. Se ragioniamo in termini di emissioni prodotte, tra cellulosa e carta ci vogliono circa 15 grammi di CO2. Allo stesso tempo, anche 10 grammi di carta contengono 16 grammi di carbonio espresso come CO2 che viene così sottratto all’atmosfera. Comunque, anche prendendo a riferimento i 15 grammi di CO2 prodotti per la carta e considerando il consumo tipico di riferimento AEEG di 225 kWh/mese, le emissioni corrispondenti di un cittadino medio italiano per bimestre (a cui corrisponde una fatturazione) sono di 217,35 kg di CO2 per il consumo di energia elettrica + 15 grammi di CO2 per la carta (pari allo 0,007 %).
Interessante però è considerare che un computer accesso consuma 150 Wh in media (ma può arrivare a 200-300 nelle fasi di maggior impegno e 30-40 quando lavora meno). Considerato, poi, che il parco elettrico ha emissioni pari a 483 g/kWh (fonte Terna, incluso l’apporto dell’idroelettrico), in pratica dopo 12 minuti si emettono 14,49 grammi di CO2.
In altre parole, se per leggere un documento di una pagina (e le bollette non sono proprio facilissime da leggere) ci si mette più di 12 minuti, conviene leggerlo su carta. Se poi il documento viene letto più volte, allora conviene senz’altro la carta, mentre il computer ha un consumo proporzionale al tempo di lettura (senza dimenticare che qualsiasi cavo inserito nella presa elettrica ha un piccolo, continuo, consumo nascosto).
I calcoli, ovviamente, sono molto a spanne, ma sono sufficienti a dimostrare che i diversi supporti devono essere sinergici e non può essere usata la tecnologia contro la carta. Anche perché, alla fine, la fatturazione online è un risparmio per il fornitore e, se si traduce in uno sconto per il cliente/utente, è comunque un guadagno per la compagnia elettrica (che fornirà l’energia per il funzionamento del computer del consumatore/utente). D’altro canto, secondo alcune rilevazioni, il 95% della popolazione legge con interesse la propria posta (su carta) e l’86% la conserva per leggerla una seconda volta, ma l’europeo medio riceve mediamente solo due plichi alla settimana, mentre vede, spesso con fastidio, più di 200 spot, e riceve oltre 200 spam.
Numeri che parlano da soli e che fanno riflettere anche sotto il profilo del marketing. E voi cosa ne pensate?




